TERAMO
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 Teramo

 La cittadina millenaria, posta nella parte settentrionale dell’Abruzzo, immersa nel verde delle colline che la circondano, sullo sfondo del Gran Sasso e dei monti della Laga, racchiude in sé tutto ciò che un visitatore ricerca in una città d’arte. Le case rurali, le chiese in stile romanico, i vigneti e le querce secolari fanno da sfondo ad una città che va scoperta pian piano, tra le arcate di silenziosi chiostri, il martellio degli artigiani, gli odori di una cucina tipica e genuina.


 Teramo: storia

 Il territorio risulta popolato già in epoca protostorica, come viene documentato dalle tombe scoperte nei pressi della città. L'antico toponimo Interamnia Praetutiorum le deriva dall'essere posta alla confluenza (inter amnes) di due flumi, il Vezzola e il Tordino, nell'Ager Praetutianus abitato dalla tribù dei Pretuzi, dei quali era la capitale. Con l'elevazione a municipio e colonia dei Romani, divenne uno dei più importanti centri della regione, come attestano la magnificenza delle sue architetture pubbliche (il teatro e l'anfiteatro), e i vari reperti rinvenuti dentro l'abitato. Saccheggiata e distrutta durante le invasioni barbariche, e poi di nuovo intorno alla metà del XII secolo, conobbe la floridezza sotto il regno degli Angioini, anche se in questo periodo venne funestata da lotte interne tra opposte fazioni nobiliari. Alla fine del XVIII secolo fu fiorente fucina di idee illuministe.


 Teramo: cose da vedere

 Nota nell’antichità come Interamnia Praetutiorum, capitale dei Praetutii, la città romana è in parte celata e in parte fruibile tra le vie della città moderna. Sebbene siano gli edifici per lo spettacolo ad attrarre l’occhio del visitatore, tutta la città suscita emozioni grazie ai pregiati mosaici delle ville urbane, agli affreschi, alle piscine termali, alla basilica ed alla necropoli.

La necropoli.
Iniziata contemporaneamente allo sviluppo della città, intorno alla seconda metà del I sec. d.C. ed utilizzata fino al IV sec, la necropoli di Interamnia costituisce in provincia un esempio unico. I monumenti sepolcrali sono ispirati all’architettura ellenistica e romana e ripropongono una molteplicità tipologica. Gli edifici sepolcrali sono allineati lungo la strade e si alternano per diverso ceto sociale, individuabile dal corredo funerario più o meno ricco. Accanto alle tombe ad inumazione si trovano spesso olle cinerarie disposte in buche scavate nel terreno e prive di recinzioni.

Teatro
Edificato in età augustea (30-20 a.C), sebbene abbia subito delle manomissioni resta sempre il più interessante dell’area picena. Oggi sono visibili ben 24 pilastri della praecinctio a due ordini di arcate, 20 dei 22 muri radiali di sostegno e un vomitorio con resti di scale collegate al secondo ordine di gradinate che davano l’accesso al teatro. Dell’orchestra si conserva solo un breve tratto di pavimentazione. Il frontescena è caratterizzato da due grandi nicchie rettangolari su cui si affacciavano due porte che consentivano agli attori di entrare in scena. Statue decorative erano collocate verosimilmente dentro le nicchie.

Anfiteatro

Di forma ellittica (73x79m) e risalente alla seconda metà del I sec D. C., non è chiaro se sorgesse all’interno o all’esterno della città. La sua collocazione topografica, che lambisce il teatro, è alquanto insolita. Oggi ne rimangono ampi tratti dei muri radiali e gli ingressi alla summa cavea.

Domus del leone
Portata alla luce dagli interventi di scavo del 1891, la villa rappresenta sicuramente una delle abitazioni private più lussuose di Interamnia. Dell’edificio si conserva l’atrio tetrastilo con pavimento a mosaici ed il tablinium con aperture che immettevano in altre stanze. E’ proprio nel tablinium che si conserva un magnifico pavimento musivo che incornicia l’emblema con il leone realizzato con gusto delicato e colto, in un dinamismo che conferisce plasticità al corpo dell’animale. Il lavoro, di gusto ellenistico, è stato probabilmente realizzato in bottega e poi incastonato nel pavimento della villa.


La cattedrale
Edificata nel 1158, fu poi ampliata nel Trecento e, a partire dal Quattrocento, è stata oggetto di diversi interventi. La facciata presenta testimonianze della fase più antica con la parte più bassa in pietra; nel XIV secolo fu ampliata e modificata. Poderoso è il portale, opera di Diodato Romano (1332), posto al centro di una parete rettangolare; sulle colonnine esterne vi sono le statue dell’Annunziata e dell’Angelo Annunziatore attribuite a Nicola da Guardiagrele mentre nel timpano triangolare campeggia un bel rosone. La sommità è coronata da merli Ghibellini in laterizio. Il campanile, iniziato nel XIII secolo, è staccato dal corpo della chiesa ed è opera del maestro lombardo Antonio di Lodi. All’interno della basilica, dove le tre navate sono divise da colonne e pilastri a tutto sesto, sono conservati un bel paliotto d’argento di Nicola da Guardiagrele, il Polittico di S. Agostino (XV sec.) del veneziano Jacobello del Fiore e testimonianze di alcuni affreschi del Quattrocento. Nella chiesa sono conservate le Reliquie di S. Berardo, patrono della città.

Chiesa di S. Anna
Sorta in età bizantina su un tempio romano, fu ricostruita nel sec.XII e poi bruciata dai Normanni nel 1155. Restano della chiesa arcate romaniche in mattoni ed il presbiterio ricco di resti romani; sempre dell’età romana si conservano tratti di pavimentazione musiva di epoca repubblicana e materiali architettonici come colonne con capitello corinzio. A ridosso di uno degli spig


 Teramo: arte

 Museo Archeologico,
Via Delfico, tel 0861/247772


 Teramo: come arrivare

 In auto:
A24 uscita Teramo-Villa Vomano
A 14 uscita Teramo-Giulianova

In treno:


In autobus:
Collegamenti con Giulianova, Roseto, Roma, Pescara, Chieti…


 Teramo: come circolare

 La rete dei trasporti pubblici garantisce un costante collegamento all’interno della città. Il biglietto, acquistabile presso i rivenditori autorizzati vale per 1 corsa ed è utilizzabile per tutte le linee. Non è possibile acquistare i biglietti sui mezzi delle linee urbane, pertanto si consiglia di premunirsene in anticipo.


 Teramo: numeri utili

 I.A.T.
Via del Castello 10, tel 0861/244222

Centro promozione Turistica della Provincia
Via Carducci 11, tel 0861/243402


 Teramo: cucina

 L’agricoltura, i pascoli, la pesca, sono all’origine della ricca e gustosa gastronomia teramana. I piatti più noti presenti sulle tavole della regione sono i "maccheroni con le pallottoline", "maccheroni alla chitarra" conditi con ragù e le polpettine di carne tritata.
Altra specialità culinaria sono "le scrippelle ‘mbusse", crespelle ricoperte di brodo che vengono utilizzate anche per la preparazione del "timballo"; sono simili alle classiche lasagne, ma vengono realizzate utilizzando "le scrippelle" al posto della sfoglia.
Non mancano salumi e formaggi pecorini prodotti in maniera del tutto artigianale.